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Glossario


M

  • Macchie senili - Punti piatti e brunastri associati all’invecchiamento o a un danno arrecato dal sole. Con il termine “lentiggini senili” ci si riferisce spesso anche a macchie solari, o macchie del fegato, nonostante la loro presenza non ha niente a che fare con il fegato o la sua funzionalità.
  • Macrofagi - Globuli bianchi di grande dimensione che inglobano e digeriscono antigeni.
  • Macrometastasi - Metastasi a livello dei linfonodi che possono essere individuate per palpazione durante una visita medica o anche viste a occhio nudo quando esaminate da un chirurgo o da un patologo.
  • Maligno - Canceroso; si usa per descrivere cellule che possono invadere e distruggere tessuti circostanti e diffondersi ad altre parti dell’organismo.
  • Margine - Durante la pratica chirurgica, si riferisce a quella porzione di cellule di aspetto regolare che deve tuttavia essere asportato insieme alle cellule tumorali. Si misura in centimetri. Per un melanoma primario, più alto è il valore dello spessore di Breslow, più ampio dovrebbe essere il margine raccomandato.
  • Marker tumorali - Sostanze quali ad esempio proteine o enzimi prodotti dalle cellule tumorali o dall’organismo in risposta alle cellule tumorali. Quando le cellule tumorali si moltiplicano, i markers tumorali aumentano ed entrano il circolo. Teoreticamente, i livelli dei marker tumorali nel flusso sanguigno possono aiutare a valutare se il trattamento è efficace o se la malattia sta progredendo.
  • Mediastino - Spazio anatomico a livello della cavità toracica situato tra i polmoni e che comprende il cuore con le grandi arterie, la trachea, l’esofago i bronchi e i linfonodi.
  • Medico radiologo - E' colui che ha esperienza nella pianificazione della radioterapia per la cura del tumore e si accerta che tutti i calcoli per la quantità di radiazioni siano fatti in maniera appropriata.
  • Medico radiooncologo - Medico specializzato nel trattamento di tumori con la radioterapia.
  • Melacine - Vaccino allogenico di sintesi derivato da cellule tumorali lisate.
  • Melanina - Proteina pigmentata che da’ colore alla pelle, capelli, occhi e provvede alla protezione contro i dannosi effetti dei raggi ultravioletti assorbendo energia dai raggi UV stessi.
  • Melanociti - Cellule specializzate nella produzione di melanina situate nella parte inferiore dell’epidermide, che producono e trasferiscono pigmenti alle altre cellule e sono responsabili, almeno in parte, del colore di pelle e capelli.
  • Melanoma - Tipo di tumore che si origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina. Spesso il melanoma si presenta nella pelle ma si può anche sviluppare nell’occhio, nel naso, nella bocca o genitali. Il melanoma è il meno comune ma il più mortale dei tumori della pelle, rappresentando solo il 4% di tutti i tumori cutanei ma essendo responsabile del 79% dei decessi per tali patologie.
  • Melanoma a diffusione superficiale - E' il tipo più comune di melanoma, che si espande lungo l’epidermide per un periodo di mesi o anni prima di penetrare negli strati più interni. Il melanoma appare come una lesione piatta o leggermente rialzata, di solito con bordi irregolari e variazioni di colore. Tali lesioni di solito appaiono nel tronco negli uomini, nelle gambe per le donne e nella parte superiore del dorso per entrambi i sessi.
  • Melanoma acrale lentigginoso - Tipo di melanoma che tipicamente appare nel palmo delle mani, pianta del piede o sotto le unghie. Rappresenta circa il 5% di tutti i melanomi. Può manifestarsi in ogni tipo di etnia, ma è il melanoma più diffuso tra gli afroamericani ed asiatici.
  • Melanoma ad alto rischio - Melanoma che ha più del 50% di possibilità di manifestarsi a livello dei linfonodi regionali o degli organi distali.
  • Melanoma cutaneo - Melanoma che ha la pelle come sede primaria o di origine.
  • Melanoma di tipo lentigo maligna - Melanoma che si origina da una lentiggine piuttosto che da un neo e che rappresenta circa il 5% di tutti i melanomi. Si presenta in età adulta, di solito sulla faccia o su aree di continuo esposte al sole. Sono generalmente lesioni grandi, piatte e marroncine con diverse tonalità di marrone. Di solito crescono più lentamente e sono meno invasive che altri tipi di melanoma.
  • Melanoma in situ - Si tratta del melanoma nelle sue fasi iniziali, dove il tumore è limitato all’epidermide e non c’è stata ancora nessuna diffusione ai tessuti circostanti, linfonodi o siti distali. E’ la migliore prognosi riguardo al melanoma che ci possa essere.
  • Melanoma in stato avanzato - Melanoma che si è spostato, diffuso (metastasi) dalla sua originale posizione, migrando di solito ai linfonodi o altri organi interni. Quando il melanoma si trova in fase molto avanzata, non è più possibile la rimozione tramite chirurgia.
  • Melanoma maligno - Melanoma che si origina a livello della pelle; chiamato anche melanoma cutaneo.
  • Melanoma metastatico - Melanoma che si è diffuso ad altre parti del corpo attraverso il torrente sanguigno o linfatico.
  • Melanoma nodulare - Tipo di melanoma che di solito appare come blu scuro, a forma di cupola, nel tronco, testa o collo. I melanomi nodulari tendono a invadere molto più velocemente degli altri melanomi e costituiscono il 10-15% di tutti i melanomi.
  • Melanoma subungulare - Vedi melanoma acrale lentigginoso.
  • Melphalan - Agente chemioterapeutico usato nell’infusione isolata d’arto.
  • Metastasi - La diffusione del tumore dal sito di origine alle altre parti del corpo.
  • Metastasi satellite - Aree di visibile crescita tumorale che si dipartono dal melanoma primario.
  • Micrometastasi - Piccole metastasi a livello dei linfonodi che possono essere individuate solo dopo analisi al microscopio.
  • Mitosi - Si riferisce al processo di divisione delle cellule, in questo caso cancerose. Le mitosi possono essere contate da un patologo quando esamina i tessuti con il microscopio. Il numero di mitosi che si contano in un campione di tessuto corrisponde al tasso di divisione cellulare.
  • Mutazione - Alterazione di un piccolo segmento di DNA che, se non corretta dalla cellula, può essere trasmessa alla generazione di cellule successive. Mutazioni che avvengono in aree critiche del DNA, aree cioè connesse alla capacità della cellula di controllare il numero di divisioni, possono a lungo andare trasformare la cellula in una tumore.